Fino al 30 giugno 2019 il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea ospita la personale di Hito Steyerl dal titolo La città delle finestre rotte, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marianna Vecellio.

La mostra, ospitata nello spazio della Manica Lunga, mette in scena una nuova installazione multimediale dell’artista Hito Steyerl (Monaco, 1966): The City of Broken Windows (2018).

Lo spazio è in questo modo abitato da un lavoro, caratterizzato da tante sfaccettature e diversi medium d’indagine: dal suono al video, dalla pittura all’intervento architettonico, in una commistione di elementi che si fondono, coinvolgendo completamente e accogliendo il visitatore in un’esperienza immersiva, sia a livello visivo che uditivo. In questo modo, si è messi in relazione con i vari interventi realizzati dall’artista, a partire dagli schermi posti su cavalletto che si fronteggiano nel lungo corridoio, con la proiezione dei due videoBroken Windows (2018) da un lato e Unbroken Windows (2018) in quello opposto. L’audio di entrambi riverbera nello spazio, accompagnando il visitatore lungo il percorso che divide i due schermi e contaminandosi con registrazioni sonore, che diffondono una straniante melodia di migliaia di finestre che vengono ridotte in frantumi. Oltre al suono si è accompagnati anche da una linea di testo che corre su entrambe le pareti e le finestre del corridoio. Questa va a formare una sorta di narrazione lungo il percorso: frasi tratte dalle interviste ai ricercatori che si occupano di ingegneria digitale, citazioni da “Il racconto della finestra rotta” di Frédéric Bastiat, ma anche osservazioni frutto della rielaborazione scorretta dell’informazione da parte dell’AI (AI – Artificial intelligence).

Quest’ultima è parte essenziale della ricerca dell’artista, che si concentra sulle tematiche tecnologiche e digitali e in questo caso particolare esplora le modalità attraverso le quali l’AI influenza l’ambiente urbano e come le pratiche alternative possano emergere attraverso atti pittorici nello spazio pubblico. Per questo aspetto specifico, collabora con Chris Toepfer (New York City, 1962), il quale, oltre ad essere uno dei protagonisti del video Unbroken Windows, occlude le finestre del Castello di Rivoli con dipinti realizzati con la tecnica del trompe l’oeil. In questo modo, l’artista mette l’accento su come l’immaginazione digitale modelli la nostra percezione della realtà.

Il culmine logico dell’intero progetto viene raggiunto da due interventi che aprono e chiudono idealmente lo spazio: da un lato una finestra rimossa, otturata e dipinta da Toepfer, dall’altro, in fondo alla Manica Lunga, una grande finestra distrutta. Si tratta quindi di un intervento totale, in continuo oscillamento tra una finestra rotta e una no.

Alice Vangelisti