Ci siamo. Apre le porte l’edizione 2019 di Arte Fiera Bologna, sotto la direzione artistica di Simone Menegoi. Una linea che vive di una forte idea di rinnovamento, puntando sulla qualità come standard inamovibile per rilanciare al meglio uno degli appuntamenti più importanti del panorama fieristico nazionale (e internazionale).

In un momento “di transizione” come quello che stanno affrontando fiere e mercato – proprio la kermesse bolognese è prova di tale mutamento in essere -, le gallerie scelgono linee diverse, incrementando così una direzione che esce dalla galleria stessa per giungere in fiera.

C’è chi punta sull’internazionalità, chi sugli italiani; chi su artisti affermati, chi sulle giovani promesse; chi predilige i Solo Show e chi le collettive: visioni diverse di imporsi in un panorama che negli ultimi anni ha dato conferme e smentite a più riprese.

Smart Review ha chiesto un parere ad alcune gallerie italiane presenti a Bologna dall’1 al 4 febbraio 2019, per capire un po’ meglio cosa aspettarsi da questa Arte Fiera.

DEP ART

La galleria milanese Dep Art propone quest’anno un Solo Show di Wolfram Ullrich. Terminata l’esposizione milanese in via Comelico, le opere dell’artista sono state portate al MARCA Catanzaro e, dopo Bologna, raggiungono Lissone per un’altra mostra personale al MAC.

La strategia della galleria milanese predilige, senza dubbio, l’internazionalità: oltre a Ullrich, Dep Art ha seguito una linea che corre attraverso artisti quali Regine Schumann – la cui personale si è appena conclusa con un grande successo di pubblico e critica –  e Tony Oursler -prossimo ospite di aprile.

“Per il mercato è un momento delicato”, dichiara Antonio Addamiano, “sia con Ullrich che con Regine abbiamo una proposta che abbraccia il collezionismo internazionale: l’arte italiana è molto battuta, noi proponiamo artisti che si differenziano”.

Una strategia che premia l’internazionalità, con mid-carrer artists senza mercato secondario e ben visti dalla critica, per “stare sul pezzo” battendo una strada straniera, che possa regalare emozioni all’interno di percorsi appositamente studiati e all’insegna della qualità.

“Siamo contenti di quest’occasione a Bologna, che si preannuncia già con delle ottime prospettive, per rilanciare un appuntamento imperdibile per gli appassionati”.

GALLERIA TEGA

Strategia diversa, invece, per un’altra grande galleria meneghina.

Galleria Tega porta a Bologna artisti come Botero, Christo, Dorazio, Festa, Perilli e Turcato.

Una scelta che verte su una forte contaminazione italiana, poiché “pensiamo che ci sarà un ennesimo consolidamento dell’arte italiana per quanto riguarda principalmente gli anni 50, 60 e 70”, afferma Eleonora Tega, alla guida della galleria insieme alla sorella Francesca.

“Il mercato sta premiando gli artisti italiani con un notevole innalzamento delle quotazioni, soprattutto all’estero”, continua. Un segnale certo di riconoscimento dell’arte italiana anche al di fuori dei confini della Penisola, soprattutto perché “pensiamo che il collezionismo italiano – dopo un periodo di stallo – si stia lentamente ripartendo e, per questo, siamo molto fiduciose”.

Uno sguardo tutto italiano, dunque, che s’inserisce in un palinsesto bolognese che suscita curiosità: “Siamo molto curiose di vedere i cambiamenti apportati dal nuovo direttore Simone Menegoi; si preannuncia un’edizione interessante, capace di curare tutto nei minimi dettagli, partendo dalla comunicazione”.

Dopo ARTE FIERA, un calendario ricco di appuntamenti: a Giulio Turcato è dedicata la mostra che prende il via il prossimo 19 marzo, a cura di Bruno Corà, poi Miart e Basilea per Galleria Tega.

MARIGNANA ARTE

Da Venezia arrivano gli artisti selezionati per questa edizione di Arte Fiera: Marignana Arte presenta le opere di Nancy Genn (1930), Silvia Infranco (1982) e Antonio Scaccabarozzi (1936 – 2008). “Di Antonio Scaccabarozzi abbiamo scelto di esporre alcuni lavori della seconda metà degli anni ottanta e dei primi anni 90”, racconta Matilde Cadenti, “Nancy Genn, invece, è reduce da una mostra antologica a Palazzo Ferro Fini a Venezia. Al fianco di questi due importanti artisti, il lavoro di Silvia Infranco, con opere inedite appositamente realizzate per lo stand di Bologna”.

Si tratta di scelte che rispecchiano alla perfezione l’idea di puntare sulla qualità per valorizzare la fiera: Genn e Scaccabarozzi affiancati a una giovane promessa italiana.

“Ci auguriamo che i collezionisti siano interessati a questo confronto e alla possibilità di acquisire opere ancora poco presenti nel mercato”, prosegue, sebbene “sia difficile fare previsioni certe per ciò che riguarda il mercato nazionale. Le fiere ultimamente non offrono molte gratificazioni economiche, o comunque meno di una volta. Il mercato internazionale ci sembra più vivace. Per noi che siamo a Venezia, l’anno della Biennale Arte è senza dubbio un momento di grande fermento. Gli artisti che espongono in galleria nel periodo maggio-novembre godono di una visibilità maggiore e di un pubblico internazionale e qualificato, le vendite quindi vanno di conseguenza”.

Anche per Marignanarte un 2019 di appuntamenti importanti: dopo Bologna sono presenti a ZonaMaco a Città del Messico, con un solo show di Veronica Vazquez, nella sezione curatoriale ZonaMacoSUR seguita da Kiki Mazzucchelli. Sabato 9 febbraio è unaugurata una mostra collettiva, Stanze, a cura di Ilaria Bignotti e Maria Savarese, con opere di Bianco-Valente, Donatella Spaziani, Mats Bergquist, Marco Maria Zanin, Serena Fineschi e Quayola, in cui gli artisti dialogano in coppia negli spazi della galleria. Poi una project room per un solo show di Marco Maria Zanin, Arzanà, a cura di Domenico De Chirico, e, in concomitanza con il vernissage della Fondazione Pinault (sabato 23 marzo) un’altra project room dedicata a un giovane pittore siciliano, Giuseppe Adamo, a cura di Massimo Mattioli. Il 7 maggio invece, in occasione della Biennale Arte, presenta il progetto Ideal Types – Chapter 2, a cura di Alfredo Cramerotti, con opere di artisti di levatura internazionale: Athanasios Argianas, Maurizio Donzelli, Nancy Genn, Artur Lescher, James Lewis, Alice Pedroletti, Antonio Scaccabarozzi, Veronica Vazquez.

E3 ARTE CONTEMPORANEA

La galleria bresciana punta su una linea sempre italiana, ma con un retaggio differente, portando in fiera Riccardo de Marchi, Domenico Bianchi e Daniela De Lorenzo.

Non è un caso che le previsioni siano le stesse proposte in galleria, con la promozione di artisti giovani accuratamente selezionati, che abbiano alle spalle curricula e spessore artistico rilevanti, da inserire in progetti e lavori più ampi rispetto alla mera esposizione.

Una chiave di lettura del mercato in ottica futura, sensibile alle nuove richieste dei collezionisti, “sebbene ci sia un costante punto di domanda”, certamente figlio del momento altalenante che si sta vivendo.

“Troviamo che, per questa edizione 2019, Arte Fiera si presenti in una veste rinnovata”, commenta Walter De Rossi, “Sicuramente più elegante e determinata rispetto agli anni passati e con la voglia di tornare a rappresentare il meglio del panorama fieristico”.

Gli appuntamenti già stabiliti per E3 Arte Contemporanea, in Via Trieste nel centro storico cittadino, sono legati a filo doppio ai nomi di Matteo Gironi e Bruno Ceccobelli: marzo il mese dedicato al primo; aprile per il secondo, con opere degli anni Ottanta e odierne.

“Non abbiamo ancora definito il titolo”, continua, “ma il punto di vista è strategico sia per la scelta che per i suoi ultimi lavori dedicati all’iride”.