Cinquant’anni d’impegno e passione per Giorgio Marconi, che durante ARTE FIERA, a Bologna, ha ricevuto il PREMIO alla Carriera 2018 da parte di ANGAMC – Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea. Un premio che sancisce il coronamento di un’esperienza lunga mezzo secolo, sapendo guardare oltre le mode passeggere per prediligere sempre e solo l’arte.
Il magistrale lavoro di Marconi non delinea solo lo scorrere del tempo, ma esalta una visione che si nutre d’istinti e di uno sguardo verso l’arte contemporanea divenuto azione nella capacità di riscoprire il nuovo.
Non è un caso, quindi, che il premio sia conferito durante ARTE FIERA, da sempre connotato come un appuntamento irrinunciabile per i galleristi.

Mauro Stefanini, Presidente ANGAMC, si è detto “felice di questo appuntamento, che dà un riconoscimento alle gallerie che portano in Italia il meglio del mondo dell’arte. ARTE FIERA è il luogo dove per eccellenza le gallerie italiane fanno la loro prova del fuoco. Un passaggio imperdibile per le gallerie”.
Anche la galleria di Giorgio Marconi ci è passata spesso, attraverso il fuoco, ma senza mai bruciarsi e diventando un luogo d’arte in una Milano di anni non felici, di passaggio.
“La Galleria Marconi è stata una tra le prime al mondo che ha capito come la grande spazialità ha la sua importanza”, continua Stefanini, “Come galleria ha saputo dare agli artisti la possibilità di lavorare bene, con una funzione viaria, vista l’assenza di una vera e propria sede museale di arte contemporanea”.
Diventa quindi necessario rendere merito a Giorgio Marconi, che ha saputo prendere l’eredità del padre, sviluppando la sia carriera di gallerista negli anni Settanta. “Senza dubbio è stato d’insegnamento per le altre gallerie e ancora oggi molti giovani galleristi l’hanno preso come il modello da superare e con cui confrontarsi”.

Anche Angela Vattese, Direttore Artistico della rassegna bolognese, interviene dando voce alla sua personale esperienza all’interno degli spazi della Galleria Maroni. Secondo Vattese, la grande capacità di Marconi risiede “non soltanto nel lavoro con gli artisti viventi, ma anche in una passione per la storia dell’arte e la capacità di valutare le avanguardie”, interpretandole come punto di disgiunzione con l’ovvio, così come loro voleva essere intese.
La fondazione Giorgio Marconi e la Galleria sono le eredità che Marconi lascia al mondo dell’arte e ai suoi appassionati, “in un linguaggio comune che ancora una volta ha saputo onorare”, conclude Angela Vattese.