Prende il via dal 27 gennaio al 4 febbraio il primo appuntamento di rilievo a livello internazionale per appassionati e collezionisti d’arte: BRAFA 2018. Il palcoscenico su cui sfilano ben 134 gallerie – due in più dell’edizione 2017 – è Tour & Taxis (in Avenue du Port 88 Havenlann) incastonato tra le luci di Bruxelles. Un evento che ormai da anni consolida il forte legame che esiste tra città, istituzioni e arte, di qualsiasi genere essa sia. È una fiera, quella della capitale belga, che racchiude il meglio che questa prima parte della stagione possa offrire: realtà indipendenti e mercanti d’arte da tutto il mondo si susseguono in un infinito percorso espositivo che sorprende e ammalia per la sua varietà. Protagonista a BRAFA non si trova solo contemporaneità, dunque, ma anche arte antica, asiatica, gioiellistica, pittura, scultura, design, arte vetraia, ceramiche, porcellane e molto altro. Uno sguardo particolare è però lanciato al New Realism, grazie alla straordinaria partecipazione di Christo, che ha selezionato il lavoro Three Store Fronts appositamente per la kermesse belga. Si tratta di una scultura esposta al pubblico per la prima volta a Eindhoven (Paesi Bassi), al Van Abbemuseum. Con i suoi 14 metri di lunghezza e 2,5 di altezza è il più grande lavoro mai esposto a BRAFA. Una panacea per gli amanti del settore, che assistono in maniera costante alla crescita della fiera, sia per numeri di visitatori (dai 46000 nel 2012 fino agli oltre 60000 dell’anno scorso).


Ben 15 sono gli esperti che partecipano per la prima volta alla rassegna belga, altro segno di quanto la manifestazione crei interesse anche nel mondo degli addetti ai lavori:
ArtAncient (Londra – archeologia, numismatica);
Galeria Bernat (Madrid/Barcellona – alta epoca);
Galerie Chastel-Maréchal (Parigi – arti decorative del XX secolo);
Galerie Philippe David (Zurigo – arte moderna e contemporanea);
Gladstone Gallery (Bruxelles – arte contemporanea);
Galerie Maeght (Paris – quadri e sculture del XX secolo);
Guilhem Montagut Gallery (Barcellona – arte tribale);
Renaud Montméat (Parigi – arte asiatica);
Osborne Samuel Gallery (Londra – scultura e pittura moderna inglese);
Galerie de la Présidence (Parigi – maestri del XX secolo e pittori figurativi degli anni ’50);
Galerie Ratton (Parigi – arte tribale);
Repetto Gallery (Londra – arte italiana del dopoguerra, Arte Povera, Land Art);
Galerie Schifferli (Ginevra – pitture e opere su carta XX secolo);
Theatrum Mundi (Arezzo – Stanza delle Meraviglie del XXI secolo);
Tornabuoni Arte (Firenze – arte moderna e contemporanea).


Da notare il ritorno di Chamarande (Bruxelles – gioielli antichi), Galerie Christian Deydier (Parigi – arte asiatica), di Dario Ghio (Principato di Monaco – argenteria, oreficeria antica, oggetti da collezione), di Gallery Tanakaya (Parigi – stampe originali e antichità del Giappone dei secoli XVI-XX) e di Thomas Salis (Salisburgo – Arte & Design) nell’edizione 2018, sintomo della fiducia ritrovata nell’evento, abbattendo gli scetticismi che naturalmente accompagnano ogni rassegne. Quanto alle gallerie partecipanti, Harold t’Kint de Roodenbeke, Presidente di Brafa, ha dichiarato “è motivo di grande fierezzza per BRAFA presentare un tale panel di gallerie di livello internazionale e sezioni così rappresentative. Penso che il livello qualitativo proposto quest’anno sia il più alto di sempre ed è ovviamente motivo dai grande soddisfazione. Tra l’altro non siamo mai stati pronti così presto: l’elenco dei partecipanti era praticamente giàfinalizzato a giugno. Questo dimostra che Brafa gode di un grande appeal e questo è un grande riconoscimento da parte dei nostri collehi. Siamo impazienti di aprire le nostre porte a tutti i visitatori”.