Brescia Photo Festival è la rassegna che, fino al 2 settembre 2018, si dirama attraverso alcuni luoghi simbolo della città. Dal Museo Santa Giulia, che ospita la doppia esposizione “Ferdinando Scianna – Cose” e “Percorsi Paralleli. La Collezione Mario Trevisan” a cura di Stefano Di Corato, alla Fondazione Bernardelli con “Volti, Azioni, Oggetti“, fino al Ma.Co.f. – Centro della Fotografia Italiana con la Collezione Clerici e al Mo.Ca con “TREPERUNO“, il collezionismo è il filo conduttore dell’intero festival.

Anche l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia ha dato il proprio contributo, con la realizzazione di un progetto inerente alla manifestazione fotografica, permettendo ai giovanissimi studenti dell’università di collaborare in una vera e propria mostra. L’esposizione si colloca all’interno del Corridoio Montiniano con il titolo “Immagini oltre la Storia. Da Jüger a oggi, riflessioni contemporanee sul reale“. Le curatrici, già docenti della Cattolica, Mariacristina Maccarinelli ed Elena Di Raddo hanno coordinato i partecipanti del seminario nell’ambito della Storia dell’Arte Contemporanea, con una riflessione sul volume di Ernst JüngerIl mondo mutato. Un sillabario per immagini del nostro tempo“. Elena Di Raddo ha avuto modo di conoscere Maurizio Guerri, curatore dell’edizione italiana del volume, all’interno delle esposizioni fatte a Milano di pannelli con la traduzione delle didascalie di Jünger. Da qui lo spunto per il lavoro del circuito di Brescia Photo Festival 2018. Come afferma Mariacristina Maccarinelli: “l’idea è stata inserire nelle esercitazioni un approfondimento sulla valenza dei temi del libro, per poi sceglierne alcuni, facendoli propri, e trasferirli in ambito contemporaneo, così da creare una lettura della società attuale. I pannelli esposti – sulla falsa riga delle esposizioni di cui Jünger è stato protagonista – sono riflessioni individuali, frutto di analisi e spunti che gli studenti hanno studiato, e si manifestano nella esposizione della mostra. Da parte dei ragazzi c’è stata una volontà di riprendere l’attenzione per la parola, anche qui a supporto delle immagini: hanno ripreso citazioni, vissute in modo personale, che andassero a completare l’esposizione stessa“. Gli studenti hanno quindi anteposto all’idea di collezione, intesa come pratica economica, una collezione “per immagini”. Nell’ambito della contemporaneità si sono impegnati a selezionare accuratamente fotografie che fossero esplicative dell’attuale situazione globale. Guerra, lavoro, dolore, immigrazione, violenza, società, spettacolo e alienazione sono le macro aree affrontate, attraverso diapositive che svelano un lato immanente dell’essere umano, troppo spesso ignorato. Non una collettiva di orrori e giudizi, bensì un insieme di punti di vista permeati di una forte valenza personale. Un viaggio a ritroso nel tempo, che denota un’attenta analisi della realtà in cui si vive. Nel progetto è stata inserita anche una video installazione di due giovani milanesi, coordinati dal professor Kevin McManus, che hanno lavorato nel medesimo modo degli altri studenti attraverso un media importante come il cinema.