Il 12 giugno 2018 durante la preview di S U P E R C O N T I N E N T ², la 38esima edizione di DRODESERA, il festival di arti performative di Centrale Fies che si svolgerà dal 20 al 28 luglio a Dro, in Trentino Alto Adige, è possibile vedere Curon/Gran, l’ultimo lavoro di OHT | Office for a Human Theatre, compagnia fondata da Filippo Andreatta e considerata tra le realtà più interessanti e sperimentali della scena teatrale indipendente italiana.

La tragica vicenda del paese altoatesino di Curon, sommerso dalle acque nel 1950 per la costruzione di una diga in Val Venosta, è il punto di partenza dell’opera di teatro musicale della compagnia OHT. Tema dello spettacolo – ispirato alla musica sacra del compositore estone Arvo Pärt – è quello dell’ambiguità fra uomo e natura, che viene messo in scena attraverso una performance live che fa uso del suono e del silenzio, della presenza e dell’assenza, per immergere il pubblico in un’esperienza epifanica e ipnotica. A calcare il palco è un solo protagonista: il campanile della chiesa di Curon. È lui l’unico elemento rimasto visibile della cittadina sommersa. Ed è lui a ricoprire – per allitterazione – il ruolo della campana nel brano Cantus in memoriam Benjamin Britten. I rintocchi fantasma del campanile connettono lo spettatore a una rinnovata struttura narrativa del teatro musicale: una narrazione rallentata, i cui parametri rientrano nel dominio del sacro di Arvo Pärt invitando il pubblico ad adottare criteri diversi rispetto a quelli generalmente accettati e conosciuti. Il testo e le immagini filmate si mescolano alla musica, mentre la forza spirituale del suono delle campane e la ricostruzione del campanile sommerso rendono il palcoscenico una metafora letterale dello stile Tintinnabuli di Arvo Pärt. Lo sfollamento del piccolo paese di Curon avvenuto nel 1950 diventa così l’espediente narrativo per utilizzare testi e immagini come unici elementi scenici per riavvicinare il teatro alla sua radice più profonda, quella di comunicare attraverso l’immobilità e il silenzio.

Arvo Pärt Nato l’11 settembre 1935 a Paide, Arvo Pärt è un compositore estone divenuto celebre per la sua musica sacra. Dopo un primo periodo di studio della musica dodecafonica, nel 1971 decide di entrare in un silenzio contemplativo per dedicarsi esclusivamente allo studio della musica sacra e gregoriana con particolare attenzione al periodo medioevale e rinascimentale. Dopo sei anni, nel 1977, interrompe il suo silenzio con un genere musicale che lo contraddistingue: il tintinnabuli, ovvero un suono simile a una campana. I maggiori lavori di questo periodo sono Tabula Rasa, Cantus in memoriam Benjamin Britten, Spiegel im Spiegel e Fratres. Da qui in poi Arvo Pärt viene considerato uno dei pionieri del minimalismo e del minimalismo sacro, seppur lui non si sia mai definito un minimalista. Le sue composizioni hanno affascinano il mondo intero facendogli meritare onorificenze internazionali tra cui quella da parte di Papa Benedetto XVI che nel dicembre 2011 lo investe del titolo di Membro del Pontificio Consiglio della Cultura; e quella nel 2016 da parte dell’Università di Oxford che lo elegge Dottore Onorario in Musica. Curon / Graun Nel 1950, la costruzione di una grande diga in val Venosta unificò il lago di Resia e il lago di Mezzo sommergendo 523 ettari di terreno coltivato e 163 case dell’antico centro abitato di Curon. A realizzare il bacino del lago più grande dell’Alto-Adige, lungo 6 km e largo 1 km nel punto di massima larghezza, fu il consorzio Montecatini, vincitore del bando nazionale. La costruzione della diga fu preceduta dalle proteste degli abitanti del luogo e da un clima di tensione fra terroristi locali e il governo italiano, mentre una delegazione sudtirolese si recò addirittura da Papa Pio XII per scongiurare la realizzazione dell’opera. L’operazione però fu inarrestabile e coinvolse migliaia di operai che scavarono 35 chilometri di tunnel sotterranei utilizzando 1.500.000 quintali di cemento, 10.000 tonnellate di ferro e 800 tonnellate di esplosivo. Per la prima volta in Italia venne usata la nitroglicerina per radere al suolo il centro abitato di Curon e parzialmente quello di Resia, entrambi ricostruiti in posizioni più elevate. A emergere dal lago è il campanile della Chiesa di Sant’Anna, immobile testimone dell’accaduto.

(F:CS)