La mostra alla Fondazione Carriero di Milano esplora l’attività di Sol LeWitt (Hartford, 1928 – New York, 2007) a dieci anni dalla scomparsa, partendo dalle regole e dai principi alla base del suo lavoro, basandosi inoltre su una chiave di interpretazione potente e innovativa, volta soprattutto a riformulare l’idea che un lavoro debba adattarsi all’architettura, sfidando così la nozione stessa di specificità del sito.

La Fondazione Carriero ospita nei suoi spazi, fino al 24 giugno 2018,  un percorso per omaggiare la figura di Sol LeWitt, che è stato legato a vari movimenti artistici tra cui l’arte concettuale e il minimalismo, con la mostra “Between the Lines“. È famoso per i suoi Wall drawings e le sue strutture, basate su semplici forme e giochi geometrici. La mostra meneghina è curata da Francesco Stocchi e Rem Koolhaas e organizzata in stretta collaborazione con la tenuta di Sol LeWitt.

LeWitt si impose nell’ambito dell’arte contemporanea alla fine degli anni ’60 con i suoi wall drawings e “strutture” (un termine che preferiva invece di “sculture“), ma si dedicò anche a disegno, incisione, fotografia, pittura, installazione e libri d’artista. È stato oggetto di centinaia di mostre personali in musei e gallerie di tutto il mondo dal 1965. Il suo prolifico lavoro bi e tridimensionale spazia dai disegni a muro a centinaia di opere su carta che si estendono a strutture sotto forma di torri, piramidi, forme geometriche e progressioni. Queste opere variano in dimensioni da installazioni di dimensioni di galleria a pezzi monumentali all’aperto.

Un decennio dopo la morte di Sol LeWitt, “Between the Lines” si pone come obiettivo quello di lanciare una nuova prospettiva sulla pratica dell’artista americano, esplorandone i confini – pur rispettando sempre le norme e i principi soggiacenti le sue idee – e individuando i momenti più interessanti del metodo di indagine e dei processi che possono sorgere. Analizzando la grande quantità di lavori della sua intera carriera – dai 7 iconici Wall Drawings alle 15 sculture – sfruttando le peculiarità delle sale della Fondazione, il percorso indaga la relazione tra il lavoro e l’architettura di LeWitt.

Between the Lines” si basa su una chiave di interpretazione potente e innovativa, volta soprattutto a riformulare l’idea che un lavoro debba adattarsi all’architettura, sfidando così la nozione stessa di specificità del sito. Grazie anche alla preziosa collaborazione dell’architetto Rem Koolhaas – come co-curatore, per la prima volta in assoluto – in dialogo con il curatore Francesco Stocchi. La mostra, oltre a omaggiare il talento dell’autore, intende essere un punto d’incontro tra varie discipline. La Fondazione Carriero propone una conversazione a tre tra le opere, l’architetto e il curatore, proponendo una concezione del lavoro dell’artista americano. Between the Lines offre ai visitatori una chiave di lettura inedita, riformulando l’idea che l’opera d’arte debba adattarsi all’edificio, al punto da sovvertire il concetto di arte site-specific. Il percorso espositivo approfondisce diversi aspetti dell’opera di LeWitt, con l’ambizioso obiettivo di superare la divisione che solitamente separa l’architettura e la storia dell’arte e che contraddistingue l’intero corpo di lavoro dell’artista, mirato più al processo che al risultato finale, libero da qualsiasi opinione estetica o idealista.

(Ha collaborato Lucia Antista)