Dal 12 al 15 aprile 2018, in occasione della ventitreesima edizione di Miart e dell’Art Week milanese, la Fondazione Nicola Trussardi presenta Sacrilege, una delle più famose installazioni del celebre artista inglese Jeremy Deller, a cura di Massimiliano Gioni. La Fondazione Nicola Trussardi ha invitato l’artista – già vincitore del Turner Prize nel 2004 – a collaborare per la prima volta con un’istituzione italiana per un progetto personale, portando nel cuore del parco delle sculture di CityLife il gigantesco gonfiabile che ricostruisce in scala 1:1 il sito archeologico di Stonehenge, uno dei luoghi fondanti dell’identità e della cultura britannica, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1986.

Ha un che di surreale starsene con le scarpe mezze affondate nell’erba bagnata e fangosa di un prato a Milano, sotto un cielo coperto di nubi, mentre davanti agli occhi, tra palazzi futuristi e luci spente di CityLife, Stonehenge prende forma. Solo il rumore sordo e costante delle pompe messe in funzione lega il mondo alla realtà: nonostante il tempo uggioso, molto british, che si respira a momenti alterni in una Milano in fermento per la Art Week, il Wiltshire è ancora oltremanica: la Stonehenge che sorge soffio dopo soffio è una creazione di Jeremy Deller. Jeremy Deller è una delle voci più anticonformiste del panorama artistico internazionale: ha esposto con mostre personali nei più importanti musei del mondo –tra cui la Tate di Londra, l’Hirshhorn Museum diWashington, la Hayward Gallery di Londra, il Wiels Centre for Contemporary Art di Bruxelles, l’ICA–Institute of Contemporary Art diPhiladelphia, il New Museum diNew York, l’Hammer Museum diLos Angeles, l’MCA –Museum of Contemporary Art di Chicago, il Palais de Tokyo di Parigi –e ha preso parte alle maggiori kermesse internazionali, tra cui Skulptur Projekte di Münster, la Carnegie International di Pittsburg, Manifesta 5 aSan Sebastian, la Biennale di Venezia, la Biennale del Whitney Museum of American Art e quelle di Berlino, Gwangju, Sydney, San Paolo,Lione, Mosca, Praga, Taipei. Nel 2013 ha rappresentato la Gran Bretagna alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Una figura di grande rilievo, che Fondazione Nicola Trussardi porta a Milano con la curatela di Massimiliano Gioni, che sintetizza la poetica dell’artista in alcuni punti fondamentali. Innanzitutto la visione dell’opera come strumento di aggregazione, che conserva la possibilità di creare relazioni diverse con persone diverse, approfittano certamente di un momento comune. Ci sono poi la concezione del tempo in cui coltivare le passioni, la propria libertà individuale e sociale, da cui l’idea si creare installazione che abbiano declinazioni che si avvicinano alla hobbistica. Infine, il grande confronto con la tradizione inglese, che per Jeremy Deller è l’insieme degli elementi canonici e perciò qualcosa da sovvertire nella maniera più assoluta.
Fa riflettere la risposta dei giovanissimi all’installazione: senza sapere cosa fosse, la sua importanza, incuranti del maltempo e dell’acqua piovana che ancora bagnava la Stonehenge di Jeremy Deller, i ragazzi delle scuole medie e elementari hanno iniziato a saltarci sopra. Con un atto tanto semplice qual è i gioco, sono riusciti a condensare parole e congetture, declinazioni artistiche e filosofie.