Il Museo della Permanente a Milano ospita fino al 4 febbraio 2018 la prima mostra italiana su Utagawa Kuniyoshi (1797-1861). “Kuniyoshi. Il visionario del mondo fluttuante” doveva concludersi il 28 gennaio, ma, visto il riscontro entusiasta di critica e pubblico, gli organizzatori hanno deciso di prorogare la data di chiusura. Dopo la retrospettiva incentrata su Hokusai, Hiroshige e Utamaro, questa si pone come naturale prosecuzione, un momento culturale che punta a far conoscere i massimi esponenti dell’arte orientale.
La rassegna milanese, che ripercorre i passi del maestro giapponese d’inizio Ottocento e curata da Rossella Menegazzo, regala una visione inedita dell’Ukiyoe – genere di stampa su carta, impressa su matrici di legno. Il mondo che si sprigiona dal pennello di Kuniyoshi è caratterizzato da elementi bizzarri e paesaggi visionari, spesso popolati da animali con tratti e comportamenti umani. Discepolo di Utagawa Toyokuni, Kuniyoshi deve la sua fama alla serie di serigrafie che accompagnano il romanzo “I briganti” (“Suikoden“): sono 108 gli eroi rappresentati dall’artista. Una serie edita a fine Settecento e che trova grande diffusione in Giappone e Cina. La storia è di carattere sociale e narra le vicende di una banda di briganti, il cui fine ultimo è la difese del popolo, alle prese con le ingiustizie della casta governativa. Si afferma così un genere ancora oggi ripreso da molti disegnatori, ossia le stampe di guerrieri, spesso violenti, armati e profondamente corrotti. Kuniyoshi non si limita solo alla mera copia di un mondo stremato dal peso del potere, ma si dedica anche a raffigurazioni femminili, ritraendo donne e bambini in scene di “vita quotidiana”. È l’elemento fantastico, però, a definire in maniera particolareggiata lo stile del maestro: immagini ricche di colori e di particolari, in cui alla tradizione si mescola l’immaginazione dell’autore. Si forma un fitto gioco di luci e ombre, in grado di definire storie in cui s’inseriscono personalità impotenti, animali, soggetti di ogni tipo alle prese con azioni impossibili. Ne sono un esempio illustrazioni dove gli animali prendono il controllo, comportandosi secondo i canoni tradizionali nipponici e interagendo in modo attivo con gli altri personaggi ritratti – in particolare i gatti, tanto amati dal maestro, hanno movenze, abitudini, vizi e un guardaroba tipici della varie classi sociali. Una magica rappresentazione della realtà, in cui l’illusione ha la meglio sull’ordinario per sfociare nell’inatteso.Una corrente che è stata in grado di influenzare, con il gusto per l’esotico e il giapponismo, anche l’Ottocento europeo. La mostra della Permanente si divide quindi in cinque sale tematiche, che ripercorrono l’evoluzione e gli impegni artistici di Kuniyoshi: “Beltà“, “Paesaggi“, “Eroi e guerrieri“, “Animali e parodie” e “Gatti“.