Fino al 30 giugno 2019, il Museo d’arte Mendrisio ha il piacere di ospitare la prima retrospettiva dedicata a Piero Guccione, scomparso lo scorso ottobre.
La mostra, dal titolo “La pittura come il mare”, a cura di Simone Soldini – già direttore del Museo d’arte Mendrisio e dell’Archivio Piero Guccione -, ospita 56 opere, tra oli e pastelli. Pastelli che arrivano a essere i suoi più fedeli compagni, preferiti agli oli poiché consentono una pittura meno ragionata e più modulabile, così da creare l’ombra, elemento tanto amato e studiato dall’artista.

Guccione nasce nel 1935 a Scicli, da sempre punto fisso nella sua vita, tant’è che dopo un periodo trascorso a Roma, decide di recarsi nuovamente nel paese natale con rinnovata passione e con il forte desiderio di dedicarsi al mare, in tutti i suoi aspetti e sfumature.
La sua ricerca negli ultimi anni è volta al desiderio di ritornare alle radici, all’essenza delle cose, riflessa nella calma quiete placida dall’acqua, che nelle ultime opere si fonde ancor più con il cielo, raggiungendo quasi l’astrazione.

Le sue opere si pongono vicine al Romanticismo: non a caso Caspar David Friedrich è stato una delle sue più grandi fonti d’ispirazione, ma gli elementi che rendono Guccione estremamente contemporaneo sono molteplici. Non ha certamente bisogno di grandi dimostrazioni per manifestare la modernità del proprio stile, ma bastano piccoli dettagli, come un’ombra scura che si affaccia da un lato del dipinto o una riga divisoria all’interno del quadro, per fare intendere come il suo sguardo si spinga oltre.

L’essenzialità delle sua arte coglie inaspettati gli spettatori per la capacità di dialogare e trasmettere emozioni tanto forti e viscerali, anche quando le opere tendono al monocromo.
Sono l’amore per il mare e per la terra, inno ricco di passione rappresentato con velocità e impeto, a catturare il sentimento che deriva dalla contemplazione dell’orizzonte.
Le linee dei due mondi azzurri si avvicinano specularmente fino a sfiorarsi, talvolta fondendosi al punto da scomparire l’una dentro l’altra.

La pittura di Guccione non è mai scontata: in ogni opera si riescono a percepire diverse suggestioni e moti dell’animo. È una pennellata rapida, la sua, ma al contempo ricercata, che s’inserisce nella complessa costruzione dell’opera, la cui risultante estrema è una semplicità di linguaggio formale in grado di racchiudere sentimenti profondi, legati al quotidiano.

Giulia Zanini