Dal 6 aprile al 14 giugno 2019,a Milano, Progettoarte – Elm presenta negli spazi di miart la personale di Umberto Mariani, a cura di Marco Meneguzzo. La mostra attraversa, con oltre 30 opere, tre particolari fasi dell’artista milanese: il periodo pop, tra la seconda metà degli anni Sessanta e il 1974; l’“Alfabeto afono”, tra il 1975 e la fine del decennio e l’ultimo periodo caratterizzato da i “Piombi”.

Le opere di Umberto Mariani sono accomunate da una leggerezza tipica dell’arte contemporanea, e arricchite da ricerca e studio formale provenienti dall’arte classica. A questo proposito il titolo della mostra, “La sensualità della piega”, rimanda alle curve dolci e sensuali delle sculture classiche; curve, però, riprodotte nel marmo, che si fa duttile sotto le dita esperte dell’artista, così come il piombo per Mariani.

Umberto Mariani nasce a Milano nel 1936 dove si forma prima al liceo artistico e poi all’Accademia di Brera.
La sua casa, durante la Seconda Guerra Mondiale, è di rifugio a gruppi di ebrei perseguitati, esperienza che segna e influenza certamente l’animo dell’artista.
Forse è proprio grazie a quegli anni che sceglie sovente di utilizzare il piombo, materiale pesante e duro per eccellenza, per raffigurare panneggi morbidi e sinuosi, quasi come se volesse alleviare il peso di ricordi troppo insistenti e gravosi.

Del periodo pop fa parte l’opera “Un interrogativo tutto interiore”, che in qualche modo richiama le prime opere a collage della pop art inglese.
I colori brillanti, quasi stridenti, e le campiture ampie e fitte che, seppur riportando ombre e luci, non eliminano la bidimensionalità esasperata dell’opera. Il titolo è chiaramente ironico ed evocativo. La massa verde, fittamente contorta su sé stessa a cui tende una mano guantata di nero, rimanda alle viscere provenienti dalla parte “interiore” dell’essere umano.
Tale linguaggio popoular si fa ancora più esplicito negli “Oggetti allarmanti”, dove elementi di arredamento si incontrano con capi di abbigliamento femminile, in una sintesi che omaggia Milano come capitale della moda e del design.

Diversamente esplicita è invece tutta la serie de l’”Alfabeto afono” che, in un ossimoro che condensa l’estremo significato di una poetica, denuncia fortemente il problema dell’incomunicabilità.
Grandi lettere coperte da un panneggio lasciano intravedere la loro forma pur non potendo raggiungere una vera essenza, sottintendendo quindi la cancellazione del loro messaggio, sia visivo che fonetico.
L’attenzione è posta su una sola lettera alla volta, mai per comporre parole compiute, celebrando l’alfabeto in tutta la sua complessità e varietà.

Mariani cerca di rileggere l’arte contemporanea, che troppo spesso ha perduto la sua connotazione spirituale, elevandola, elogiando i classici, con un linguaggio e una sottile ironia dal taglio assolutamente odierno.

Giulia Zanini