Si è appena conclusa l’Art Week di Milano, all’insegna di una nuova edizione di miart, fiera che anche quest’anno si è rivelata uno degli eventi più importanti per l’arte contemporanea, imponendosi non solo nel capoluogo lombardo, ma attirando l’attenzione di collezionisti e appassionati di tutto il mondo. In concomitanza con i giorni dell’evento, molti spazi della città hanno inaugurato una lunga serie di mostre che proseguono oltre la chiusura della kermesse.
Gallerie, musei, fondazioni e spazi indipendenti si sono così inseriti nell’orbita di questa grande manifestazione, non sfigurando davanti al consueto scintillio dell’offerta fieristica. La città si è animata di un ricco programma di eventi, mostre e talk, diventando palcoscenico perfetto per raccontare l’arte contemporanea a Milano e arricchendo la proposta culturale cittadina, che negli ultimi anni si sta imponendo sul territorio nazionale. Attraverso vivacità e ricchezza artistico-culturale è impossibile non citare quanto è successo ai piedi della Madonnina in questi giorni. 

Continuando nella rassegna degli eventi in città, non può mancare un focus sulle fondazioni, che animano ormai da anni l’offerta contemporanea milanese.

Si parte dallo sciame di farfalle che ha invaso la Fondazione Adolfo Pini in occasione della mostra Carlos Amorales: The Accursed Hour, a cura di Gabi Scardi. Queste piccole e numerose “intruse”, parte dell’installazione ambientale Black Cloud, abitano gli spazi del palazzo sino all’8 luglio 2019. Fin dallo scalone d’ingresso si è accolti dalle farfalle nere, che popolano i vari ambienti della Fondazione, avvolgendo il visitatore in un’estasi sconvolgente. Se a un primo sguardo si è ammaliati dal fascino destato dalle migliaia di farfalle, successivamente ci si sofferma a pensare all’insolito colore nero che caratterizza le loro ali e, facendo più attenzione, si va oltre lo stupore, sondando le altre opere in mostra: l’installazione Life in the folds, che pone l’accento sul tema della violenza dell’uomo sull’uomo; il video in animazione che testimonia una vicenda drammatica, in cui i protagonisti sono guidati dalle scelte delle mani esperte di un burattinaio; le sagome umane impresse sulla parete, che sembrano delineare una figura costantemente presente nella propria assenza.

Veduta allestimento Fondazione Adolfo Pini

Dal nero imperante dei lavori di Carlos Amorales, si passa alla colorata e raffinata vivacità dei lavori di Lygia Pape, esposti fino al 21 luglio 2019 nella personale a lei dedicata alla Fondazione Carriero e curata da Francesco Stocchi. Una mostra magistrale, che pone l’accento sul grande eclettismo dell’artista, che negli anni si è confrontata con molteplici linguaggi: dal disegno alla scultura, passando per poesia e cinema, approdando a installazione e fotografia. Una mostra lineare e documentaria, che si conclude con un’installazione suggestiva e dal grande impatto visivo: Teia, abita il secondo piano della Fondazione. Dal buio emergono leggere e delicate linee di filo dorato che irraggiano luce e meraviglia, disegnando geometrie e trasformando magicamente l’ambiente che le ospita.

Veduta allestimento Pirelli Hangar Bicocca

Nell’ambito dell’installazione si iscrive anche l’intervento di arte pubblica promosso da Fondazione Nicola Trussardi e curato da Massimiliano Gioni. Ibrahim Mahama: A Friend, visibile fino al 14 aprile 2019, ai Caselli Daziari di Porta Venezia. Uscendo dalla metropolitana, di sicuro, lo sguardo spesso distratto non può non accorgersi della trasformazione attuata da Ibrahim Mahama. Con il lavoro dell’artista ghanese un luogo simbolo della città è avvolto con sacchi di juta, creando una nuova pelle che cela alla vista la sua imponente struttura. Di indubbia ispirazione agli interventi urbanistici di Christo, A Friend innesca una serie di riflessioni su tematiche storico-sociali: il concetto di soglia, migrazione e globalizzazione, approdando alla circolazione di merci e di persone attraverso i confini.

Due le mostre, invece, in corso presso Pirelli Hangar Bicocca: Giorgio Andreotta Calò: cittàdimilano, curata da Roberta Tenconi (fino 21 aprile 2019), e Sheela Gowda: Remains, a cura di Nuria Enguita e Lucia Aspesi, (fino al 15 settembre 2019). Per la personale di Giorgio Andreotta Calò si raccoglie per la prima volta un’ampia selezione di opere dell’artista, che abitano così lo spazio dello Shed, stimolando molteplici visioni e rimandi. I campioni geologici di Carotaggi disegnano geometricamente il pavimento, creando fisicamente e metaforicamente il punto di fuga della grande stampa fotografica presente in mostra, che funge da quinta scenica, sorpassando la quale ci si immerge nella mostra successiva. Si accede alla personale di Sheela Gowda, contrapposta visivamente e formalmente a quella di Calò. Lo spazio è abitato, infatti, da innumerevoli installazioni colorate, caratterizzate da una molteplicità di linguaggi e materiali che permettono di indagare ricerca e tematiche proprie dell’artista.

Veduta allestimento Fondazione Carriero

Il PAC ospita la grande personale O Amor Se Faz Revolucionario dedicata ad Anna Maria Maiolino, a cura di Diego Sileo e in mostra fino al 9 giungo 2019. Le rinnovate sale del PAC si animano con una grande selezione di opere dell’artista italo-brasiliana, che ripercorrono la sua lunga carriera. Disegni, dipinti, sculture, fotografie, video e installazioni raccontano la sua ricerca, ponendo l’accento sull’evoluzione nel corso del tempo, terminando con una nuova performance che l’artista ha proposto in occasione dell’Art Week.

Palazzo Dugnani, che fino al 14 aprile 2019 ospita Hypervisuality, a cura di Phillip Bollmann. Interessante e coinvolgente è la selezione di sei lavori filmici provenienti dalla collezione Wemhöner, che trovano spazio nei meravigliosi ambienti affrescati del palazzo. I lavori di Julian Rosenfeldt, Masbedo, Isaac Julien e Yang Fudong intrecciano una narrazione che si snoda attraverso le diverse sale, invitando i visitatori a immergersi nell’arte filmica ed esplorando le possibilità offerte da questo medium.  

Ibrahim Mahama: A Friend, Porta Venezia – Milano

Alice Vangelisti