Dal 14 aprile al 3 giugno 2018 riparte PARMA 360 Festival della creatività che vede articolarsi, nella sua terza edizione, una serie di mostre, eventi, workshop, installazioni e concorsi in spazi privati e istituzionali della città. Quest’anno il tema è “La natura dell’arte” , con un focus sugli artisti emergenti e sulla creatività italiana contemporanea.

Una primavera parmigiana all’insegna della cultura, della ricerca e della creatività a 360°, che vede il susseguirsi di concerti, performance, attività formative e laboratori senza dimenticare la pittura, la fotografia, l’arte digitale e la scultura. Tra i nomi rilevanti di questa edizione saranno presenti Davide Coltro, Francesco Diluca, Franco Fontana, Giovanni Franci, Carlo Mattioli, Ernesto Morales, Barbara Nati e Daniele Papuli.

Lo scopo è in primis quello di recuperare la vita culturale e artistica di Parma e la sua naturale inclinazione alla creatività, portando forme diverse di arte in diversi quartieri della città, soprattutto periferici, per creare non solo una nuova sinergia tra opere e spazio ma anche per riqualificare e rigenerare attraverso l’arte zone che altrimenti sarebbero abbandonate a loro stesse. Il percorso di mostre gratuito si snoda così anche in posti che di solito non sono dediti ad esposizioni o all’arte in generale come l’Ospedale Vecchio, le ex Chiese di San Quirino e San Tiburzio e l’aria industriale dell’ex SCEDEP.
In questo modo sia il cittadino di Parma che il visitatore riscoprono con occhi diversi una delle realtà della città, raggiungendo così un altro obiettivo fondamentale di questo festival: utilizzare la comunità creativa del territorio come crescita e trasformazione sociale.

Dietro la progettazione di PARMA 360, e in particolar modo di questa edizione, ci si sofferma molto sui concetti di rigenerazione urbana, rifunzionalizzazione degli spazi cittadini, coinvolgimento attivo della cittadinanza e temi quali la sostenibilità e l’ecologia.

LA NATURA DELL’ARTE

Il tema di quest’anno parte dall’idea che ‘’chi fa arte si concentra sempre con l’ambiente che gli circonda’’ e dunque chi meglio dell’artista può raccontare l’ambiente e il rapporto dell’uomo con esso? La riflessione tocca anche punti critici della nostra contemporaneità tra cui la salvaguardia ambientale, il rapporto dell’uomo con la terra che abita, il senso di responsabilità che l’individuo ha e sta sviluppando nei confronti dell’ambiente per poi approdare ad una ricerca personale di ogni artista sul rapporto col paesaggio che può essere spirituale, di indagine, di meditazione, di percezione e di trasformazione. Il visitatore si ritroverà così in un vero e proprio percorso tra natura, uomo e paesaggio a tratti poetico e visionario o critico e riflessivo.

MOSTRE

Uno dei progetti più interessanti è sicuramente la mostra nella Chiesa di San Quirino, che pone in dialogo le foto del grande maestro della fotografia ritrattistica Franco Fontana con l’inventore della pittura elettronica Davide Coltro. Entrambi partono da una indagine sul paesaggio italiano, nella quale il colore assume un valore decisivo, significativo e strutturale dell’opera. La fotografia di Fontana – astratta, rivelatrice e geometrica – è usata come mezzo per ritrovare se stessi attraverso i paesaggi per giungere poi a quelli puri dell’anima e i System di Coltro, per indagare il rapporto spirituale con la natura attraverso un flusso visivo di icone digitali: ciò che accomuna è la continua ricerca circa la possibilità dell’uomo di allargare lo sguardo sulla pianura – diverso rispetto a quello che si può avere della montagna e del mare – come un vero e proprio fenomeno visivo e come palestra per sviluppare l’attitudine al paesaggio e alla vita spirituale partendo dal dato reale.

Ci si sofferma poi sull’importanza del rapporto con lo spazio attraverso la mostra Lotteria Farnese di Giovanni Frangi; sul dovere che abbiamo di riflettere in modo attento e critico sulla condizione uomo-paesaggio e sulla sua trasformazione continua, come nella mostra La Forma e le Nuvole di Ernesto Morales; Alla Deriva di Barbara Nati, che indaga invece sulle tematiche ambientali e sociali e sulle realtà surreali con un linguaggio teorico e “futurista” o Francesco Diluca, che con le sue figure scultoree, rappresenta l’uomo contemporaneo ridotto all’estrema sintesi.

Queste è altre mostre sono arricchite e accompagnate dal circuito off del festival, che si ripropone di coinvolgere il pubblico attraverso un “viaggio” tra le gallerie, studi professionali, coworking, enolibrerie e negozi più importanti di Parma.
E ancora, sconti e convenzioni con alberghi, ristoranti e città, concorsi per illustratori e creativi come quello di “Parmalat e la sostenibilità ambientale”,  market e artigianato e l’attivazione nel territorio di una fitta rete si connettono Associazioni, i Centri di Ricerca e gli Enti delle città col fine di coinvolgere tutta la cittadinanza a 360°.

L’iniziativa, con la direzione artistica e la curatela di Camilla Mineo e Chiara Canali, è stata possibile grazie alle associazioni 360° Creativity ed Art Company se non con il l’appoggio del Comune di Parma, di sponsor e partner pubblici e privati e ‘’Parma, io ci sto!’’.

Un festival dunque che riconferma sempre di più la sua importanza sia per la città di Parma che per tutto il territorio, come un momento di scambio, riflessione e creatività attraverso un modo vivo, integrato e dinamico di vivere l’arte contemporanea italiana oggi.

(Ha collaborato Cristina Morgese)