È stato presentato a Pirelli Hangar Bicocca il volume, edito da Skira e a firma di Germano Celant, sul lavoro e le opere di Marco Bagnoli.

Una serata esclusiva, a cui hanno partecipato sia il curatore, Germano Celant, che il protagonista del volume, Marco Bagnoli. È proprio Bagnoli, emozionato e vivamente toccato dall’affluenza e dall’interesse che l’evento ha suscitato, a introdurre la pubblicazione edita da Skira, lanciandosi in un profondo ringraziamento a tutte le personalità che hanno partecipato. Un meritato applaso è stato dedicato, infatti, agli addetti ai lavori, alle figure fondamentali che stanno in ombra, facendo ricerca e lavoro documentaristico, in un’azione non meno importante della firma dello stesso Germano Celant.
La pubblicazione analizza e documenta, attraverso un testo critico e una dettagliata cronologia, il percorso artistico di Marco Bagnoli dagli anni settanta a oggi. Dallo studio e dalla ricerca sul suo contributo emerge la consapevolezza di essere e di muoversi nell’arte, come in una realtà “altra”. È la testimonianza di un attraversamento di tempi e spazi, con la capacità di collocarsi dove il linguaggio non può essere parlato e compreso, così che lo spirituale possa manifestarsi quale naturale completamento della materia. Rivela la scoperta di un procedere che trova ispirazione in un “altrove” per creare momenti di vibrazione, dove gli opposti si fondono e producono un superamento delle tendenze lineari e univoche che hanno segnato la Minimal e la Conceptual Art. A contare, nelle sue proposte, è il dialogo, che fa risuonare tra loro, mediante il ricorso a colori e oggetti, a luci e ombre, il fisico e il mentale, l’emotivo e il logico. Un’inedita rifondazione poetico scientifica del fare arte, che professa l’unità delle culture, al fine di sopprimere ogni confine e ogni distanza, e ridare all’indagine estetica una presenza simultanea di tutte le polarità del sentire e del percepire.

Il binomio Bagnoli-Celant non è il solo protagonista di una importante settimana che Skira si appresta ad affrontare. A Bookcity Milano, Skira editore offre un ricco calendario di eventi, che da venerdì 16 a domenica 18 novembre 2018.
Venerdì 16 novembre (ore 10.00) al Caffè Galleria, in Galleria Vittorio Emanuele II sono presenti Maria Canella, Angelo Foletto, Andrea Kerbaker, Giulia Lami, Alberto Mattioli per la presentazione di “Galleria. La ricetta di un successo“. Il volume è uscito nel 2017 in occasione dei 50 anni del ristorante Caffè Galleria, uno dei locali storici dal salotto di Milano. L’incontro, tra i tavoli del ristorante, è l’occasione per parlare di questi luoghi affascinanti dove si svolgono “riti” quali il dopo teatro della Scala, gli incontri tra scrittori e giornalisti, ma anche il primo approccio di molti turisti alla cucina, una socialità e all’atmosfera tipicamente meneghina. Ai partecipanti verrà offerto un caffè con i dolci del maestro pasticcere che da anni lavora riscuotendo successo a livello internazionale. Alle ore 18.00, la Sala Conferenza di Palazzo Reale presenta “Dylan/Schtazberg. Fotografie 1965-1966“. Si tratta del servizio fotografico che immortalò Dylan all’apice della sua carriera mentre registrava il disco della svolta “elettrica” Blonde on Blonde; immagini ormai nella storia -i ritratti di studio, le fotografie in sala di registrazione, le rarità, i concerti – accompagnate da due splendidi testi: Una notte con Bob Dylan di Al Aronowitz pubblicata sul New York Herald Tribune nel 1965 e l’intervista a Schatzberg di Jonathan Lethem, celebre scrittore e saggista statunitense. Le disavventure di celebri musicisti e attori finiti agli arresti è il tema del volume di Roberto Manfredi. “Artisti in galera” è ospite sabato 17 novembre (ore 18.00) a Teatro Dal Verme: “Questo libro è solo un’esplorazione. Non intende assolvere né condannare nessuno. Documenta solo fatti realmente accaduti a tanti artisti che sono divenuti testimoni e protagonisti della cultura di intere generazioni. Non sono biografie di artisti comunemente definiti ‘maledetti’, sono solo persone che hanno scelto di percorrere strade diverse, percorsi esterni e pieni di insidie per sentirsi ‘disperatamente’ più vivi e dare un senso alle loro esistenze, molto spesso bruciate in un lampo”.
Domenica 18, ai Laboratori Formentini per l’Editoria alle ore 11.00, gli incipit diventano un intero libro: “Incipit. 2001 modi per iniziare un romanzo” raccoglie duemila inizi di romanzi e li classifica secondo generi, vizi, virtù, epoche e paesi. È un libro dei libri, la dimostrazione che all’inizio c’è davvero la parola e che, dopo la parola, segue poi il resto. Nuova edizione aggiornatissima, da leggere, consultare, con cui giocare, che ci rivela cose insospettabili sugli autori e i romanzi che più abbiamo amato. Alle ore 12.00 presso l’Anteo Palazzo del cinema, si presenta “Minimal Film“, il nuovo esperimento di Shortology, consiste nel rappresentare l’emozione del cinema attraverso la sintesi estrema e la semplicità delle forme. È un libro di cinema raccontato attraverso la magia visiva del graphic design o un libro di graphic design raccontato attraverso la magia evocativa del cinema. Un libro sulle emozioni, sui solchi indelebili che il cinema ha lasciato nel nostro immaginario di spettatori e amanti della settima arte. La rivista d’arte, musica e letteratura più bella del mondo. La Secessione Viennese tra il 1898 e il 1903 è protagonista alle ore 17.00 al Castello Sforzesco, Biblioteca d’Arte con Marco Carminati e “La rivista d’arte della Secessione Viennese. 1898-1903“. La rivista Ver Sacrum, organo di stampa della Secessione viennese, nei sei anni di vita pubblicò 471 disegni, 55 litografie e calcografie e 216 xilografie. Ideata da Gustav Klimt, Max Kurzweil e da Ludwig Hevesi, racchiuse tra le sue pagine, oltre ad importanti interventi sulla letteratura, la musica e le arti contemporanee, una ricchissima messe di incisioni invenzioni decorative dei maestri della Secessione. Obiettivo: educare il pubblico al gusto moderno e dar vita a un’opera d’arte totale: ogni numero, nella fusione tra parole immagini, note musicali e invenzioni grafiche, era un’opera d’arte in sé, una perfetta rappresentazione degli ideali secessionisti.