Fino al 27 aprile la sede di Banca Generali Private, in Piazza Sant’Alessandro 4 a Milano, ospita la personale di Christian Balzano (Livorno, 1969), una delle personalità più interessanti del panorama artistico italiano contemporaneo, dal titolo “Resilienza”.

La forza del toro

Se di resilienza si parla, della forza di riuscire a superare i momenti di difficoltà combattendo gli ostacoli che il destino ha deciso di mettere d’innanzi al cammino, da sempre l’arte è stata in grado di trarre il meglio da questa rinascita. La forza che scaturisce dal sentimento di auto conservazione e di sopravvivenza è così a disposizione del processo creativo. Dallo scontro, spesso violento e intriso di rimorso, ingegno e sudore, prendono vita figure e visioni destinate a imprimersi in maniera indelebile nell’anima di chi le ha realizzate. Una spirale tesa verso l’infinito e che nell’universo trova la sua collocazione spaziale. Sin dall’antichità, quando ancora l’essere umano non sapeva trovare una propria collocazione nel mondo, ponendosi domande a cui non sapeva (e non sa tuttora) dare risposta, certe figure hanno assunto un valore chiave. Un valore ancestrale, nato osservando il firmamento sterminato e la natura, madre e matrigna, che accompagna sin dall’alba dei tempi il cammino dell’uomo, senza che questo se ne renda conto.

Dove la mitologia incontra l’arte

Allora il toro, figura mitica per antonomasia, si abbevera di un’atavica discendenza mitologica in rappresentazioni che, nonostante i secoli e gli stili, lo elevano a simbolo d’eccellenza. Non è dunque un caso che Christian Balzano se fa il punto focale di una ricerca artistica e personale, creando attorno alla sua entità un insieme di contrari che toccano nel profondo. Balzano abbraccia l’insieme dei sentimenti che scaturiscono dall’archetipo taurino per realizzare opere che sappiano condensare un legame di lunghissima memoria. Perciò non solo vitalità dirompente e assenza di paura nei riguardi degli ostacoli, ma anche i suoi aspetti più fragili e vulnerabili in egual misura. E’ così che la mente viaggia nello spazio di un’immensa corrida, in cui il toro carica furente e, allo stesso tempo, si mostra ansante, stanco e, per la prima volta, mortale.