Fino al 25 maggio 2019, nello spazio espositivo di Latina la ROMBERG Arte Contemporanea inaugura la fase finale della collettiva SENZA TITOLO, a cura di Italo Bergantini e Gianluca Marziani, che raccoglie gli artisti: Alessandro Cacciotti, Matteo Cremonesi, Giorgio Galli, Massimo Livadiotti, Franco Marrocco, Vincenzo Marsiglia, Tania Mattei, Svetlana Ostapovici, Alessandro Procaccioli, Serena Riglietti, Giuseppe Ripa, Serse e Fernando Zucchi.

Il magazzino di una galleria non ha un nome specifico. Si chiama, appunto, magazzino: è un luogo alchemico e misterioso, una fucina silente che nasconde il cuore profondo della galleria, la sua storia di mostre personali e collettive, di cataloghi e libri, di tante opere che formano la memoria del posto con la sua umanità speciale. Nel magazzino spuntano le radici di un gallerista, le sue passioni e debolezze, tutte le piccole e grandi ossessioni che governano un mestiere da visionari abili e coraggiosi.

Costruire una mostra con opere del magazzino significa costruire un’avventura sempre diversa, una narrazione che tracci le attitudini, l’inclinazione e i punti di forza del momento. Un magazzino rimane un motore elastico che si trasforma nel corso del tempo, seguendo gli andamenti dello spazio, i successi di un artista, le fortune di un linguaggio, la bellezza delle vittorie e la dignità delle sconfitte. Per tutto quanto appena detto, dovendo individuare un titolo che fosse specchio fedele di un magazzino d’arte, non c’era frase migliore che SENZA TITOLO…

Quando ogni opera ha un proprio titolo originario, quando gli artisti sono diversi e i temi ampiamente eterogenei, quando la mostra nasce da uno spunto senza tematiche specifiche, ecco che il magazzino prende il centro della scena. È sua la storia, il backstage diventa palcoscenico e le opere si trasformano negli attori di uno spettacolo espositivo dai destini incrociati. SENZA TITOLO rimane il migliore dei titoli possibili, una zona neutra che ogni quadro, fotografia o scultura riempirà con la sua tensione, le sue convergenze narrative, i suoi temi stilistici e concettuali. SENZA TITOLO poiché ogni lavoro conserva il suo titolo originario, la sua vertigine autoriale, l’autonomia di un’invenzione che è solo del suo autore.