Fino al 31 maggio 2019, la mostra dell’artista Sophia Al-Maria inaugura presso la Fondazione Arnaldo Pomodoro una nuova stagione di Project Room, a cura della guest curator Cloé Perrone.

Project Room è un’iniziativa che, dal 2010, seleziona ogni anno un differente curatore incaricato di scegliere temi e artisti (preferibilmente scultori under 40) a cui è richiesto di realizzare un intervento capace di coinvolgere l’intero spazio espositivo.
Questo progetto nasce dalla volontà da parte di Arnaldo Pomodoro di realizzare una Fondazione che possa garantire la conservazione e la valorizzazione delle sue opere e che promuova le avanguardie contemporanee e i giovani artisti.

L’opera di Al-Maria, dal titolo “Mirror Cookie”, è una video installazione che nasce da un interesse per il blog dell’attrice cinese Bai Ling in cui ricorre spesso la parole “cookie” che, scoprirà, non è altro che un modo per celebrare la gioia e l’amore per sé.
Il soggetto non è più, come nella scultura classica, un esempio ideale di forza e virtù, un personaggio biblico o mitologico, ma una celebrità moderna, famosa per la sua eccentricità e il fare provocatorio. Il piedistallo non è un basamento marmoreo che innalza e nobilita la figura, ma diventa un ambiente di vita comune, un boudoir circondato da specchi che amplificano e moltiplicano la visione. Quest’ultimi sono, inoltre, un espediente per richiamare la “tecnica dello specchio”, ovvero una pratica di rafforzamento dell’autostima che si ricollega al concetto di fiducia e amore per sé stessi.
Bai Ling nel video si mostra a spalle nude con i capelli raccolti in un turbante, come se si trovasse nel proprio bagno, creando una dimensione di intimo dialogo con lo spettatore, amplificato dall’utilizzo di un filtro che richiama lo stile di Instagram e quindi la condivisione del proprio privato.

All’intervento della statunitense Sophia Al-Maria ne seguono altri due delle giovani artiste Caroline Mesquita e Rebecca Ackroyd, accomunate dalla volontà di inserire la scultura in un ambito multidisciplinare che ne dilati i confini fino a comprendere diverse tecniche artistiche e tecnologie.

La data di termine è il 31 gennaio 2020, con le installazioni dell’artista inglese Rebecca Ackroyd che fondono la brutalità dell’ambiente urbano al mondo onirico.

Sophia Al-Maria, classe 1983, è un’artista, scrittrice e regista qataro-americana. Dopo aver studiato letteratura comparata all’università americana del Cairo e cultura visiva e sonora alla Goldsmiths di Londra inizia ad interessarsi, tra i tanti, a concetti quali l’isolamento degli individui attraverso la tecnologia e gli elementi nocivi del consumismo e dell’industria.

Giulia Zanini