Milano non è solo grandi mostre ed eventi istituzionali. È una città ricca di un’intensa vita parallela, brulicante di gallerie e manifestazioni d’arte che si allontanano da concezioni esclusive e patinate, perseguendo progetti dalla forte spinta personale. Smart Review ha incontrato Giulia Restifo di That’s Contemporary, piattaforma che dal 2011 s’impegna a promuovere e far conoscere al grande pubblico il meglio di questo mondo, capace di confezionare rassegne di grande qualità.

Come nasce la vostra realtà, That’s Contemporary?

That’s Contemporary nasce nel 2011 da una necessità di conoscenza del mondo contemporaneo. Nasce in un periodo in cui ero a Melbourne e Francesca Baglietto, co-fondatrice del progetto, era a Los Angeles: ci siamo accorte di avere più possibilità d’accesso a eventi legati all’arte all’estero rispetto che a Milano, dove avevamo vissuto entrambe per 5 anni. Per trovare una soluzione a questa situazione, ci siamo mosse a livello di progettazione artistica, studiando il network delle gallerie e delle mostre d’arte. Abbiamo creato un sistema – che è quello attuale – che valorizza l’avvicinamento agli ambienti artistici. Un progetto che è stato vincitore degli European Design Awards come Promotional Site. That’s Contemporary nasce come guida selettiva alle mostre nella città di Milano, grazie alla geo-localizzazione: tramite la nostra rete si possono monitorare mostre e gallerie del capoluogo lombardo.

Come si è sviluppata la piattaforma e qual è la sua mission?

Nel 2011 abbiamo fondato l’associazione, nel 2012 il sito web e nel 2013 la mobile app, aggiungendo pezzi di anno in anno, per creare un sistema che potesse essere il più esaustivo possibile a livello territoriale. Il tutto mischiato inevitabilmente al nostro punto di vista personale, con focus su artisti, iniziative e realtà che si staccassero da una visione mainstream. Questo perché le grandi realtà – istituzionali e non – hanno più  mezzi per diffondere i propri progetti, rispetto a realtà più piccole che comunque portano avanti iniziative molto interessanti. Il nostro obiettivo è dar voce a entrambi. Milano conta quasi 300 gallerie d’arte, 300 realtà che vivono insieme nello stesso mare. Noi tentiamo di selezionare gli eventi più particolari e ricercati, qualitativamente parlando, per dar loro risalto in una piattaforma che registra decine di migliaia di utenti al mese.

Come avviene questa scelta tra le varie proposte delle gallerie?

Non vogliamo essere troppo inclusivi ma neppure troppo esclusivi. Abbiamo fatto una scelta ponderata, molto attenta, che premia chi davvero fa un lavoro curato e dimostra di aver compiuto una ricerca alla base delle esposizioni. Ovvio che poi in questi anni c’è stato un collegamento più deciso con alcune gallerie, uno scambio di sinergie importanti, per quanto manteniamo la nostra individualità e una libertà totale su ciò che intendiamo appoggiare o meno. Lo sviluppo della nostra etica è proprio la facoltà di poterci dedicare a diversi progetti, svilupparli e vederli crescere sotto una supervisione attenta ed entusiasta.

Giulia Restifo – That’s Contemporary

La realtà di That’s non si limita a questo…

No, c’è molto altro! In ottica di ciò che vogliamo realizzare abbiamo cercato di abbracciare il “reale”: piano virtuale e piano reale, per noi, non sono distinti, ma coesistono in maniera molto forte. That’s è un mondo virtuale: c’è una grande attività che supporta gli artisti, che deve essere valorizzata sia come comunicazione che come pubblico. L’avvicinamento al mondo dell’arte passa anche attraverso un lavoro redazionale concreto, che vogliamo implementare grazie al contributo di Elisabetta Rastelli e di tutte le altre figure che ruotano attorno alla nostra realtà. La comunicazione nell’ambito artistico è estremamente delicata, perché si deve possedere un linguaggio adeguato riuscendo a veicolarlo in modo accessibile. Partiamo da ciò che è una mostra, passiamo a un approfondimento redazionale e poi cerchiamo di incentivare il pubblico a visitare la mostra. Il virtuale, quindi, sfocia nel reale. Da qui nasce That’s Experience, col supporto di Jessica Tanghetti e Martina Grendene, come motore di avvicinamento all’arte.

Che cos’è That’s Experience?

Thats’ Experience crea esperienze immersive nel mondo dell’arte. Vivere in prima persona un fatto lo rende molto più intenso che non il mero studio: la realtà si “attacca” in maniera più intensa al vissuto della persona, che tende a ricordarsene maggiormente. E’ questo il modo migliore per creare legami duraturi tra arte e un pubblico nuovo. That’s Experience vuole avvicinarsi a ogni tipo di appassionato d’arte, dal visitatore occasionale al collezionista, con esperienze esclusive e private in gallerie, per conoscere la poetica di un artista direttamente dalla voce dell’artista stesso, di cui garantiamo la presenza. Il confronto tra artista e fruitore è alla base del discorso che si va a creare nell’Experience, su tre livelli diversi. Il primo riguarda gli appassionati, che possono godere di un momento “face to face” con la vita della galleria. Il secondo è per i collezionisti, che attraverso That’s Experience possono valorizzare e comprendere appieno il lavoro di un artista. L’ultima frangia è dedicata a imprese e imprenditori che con grande sensibilità investono in arte. Anche per loro deve essere studiato un evento altrettanto immersivo, che consenta di far scoccare la scintilla in grado di perseguire e continuare la visione illuminata che hanno nei confronti dell’opera d’arte, in maniera ancora più diretta.

Un format, quello di That’s Experience, che si è dimostrato vincente sin dai suoli primissimi passi.

Sì, vincendo il premio Funder35, dedicato a iniziative artistiche a livello nazionale per persone al di sotto dei 35 anni. Nel 2015 siamo già stata assegnatari per un progetto chiamato Art in network, poi, nel momento in cui c’è stata la possibilità di partecipare a un’iniziativa simile, l’abbiamo colta al volo e abbiamo avuto la grande gioia ci essere stati tra le proposte vincenti. La premiazione di Funder35 è stata a Roma, al Ministero dei Beni Culturali. È stato un momento di grande soddisfazione.

Quali le differenze tra That’s Contemporary e That’s Experience dal punto di vista formale?

Le Experience non hanno limiti locali, al contrario di That’s Contemporary. Experience nasce dal fatto che nei 7 anni di That’s Contemporary abbiamo creato contatti diversi e variegati, basandoci su un progetto di marketing mirato nei riguardanti di un determinato pubblico e delle sue necessità. È tutto connesso: sono modalità per avvicinare il pubblico all’arte, dare valore al lavoro delle gallerie e avere dei contenuti innovativi e creativi. Gli sviluppi di That’s sono innumerevoli proprio sulla base di quei valori e contenuti che vogliamo continuare a proporre.

Collezionismo e arte dedicata all’impresa sono aspetti molto più “concreti” che non la sola visione di un’opera. Vi sentite degli Art Advisor?

C’è sicuramente un aspetto di Art Advisor.  È una mediazione che permette una fruizione maggiore dell’opera d’arte. Jessica Tanghetti e Martina Grendene vantano una grande esperienza nel campo dell’investimento in arte e hanno portato questa loro capacità nel progetto. L’importante è che il pubblico possa godere dell’arte in qualsiasi forma preferisca, con estrema libertà e nel modo più variegato possibile.