Fino al 30 giugno 2019, alla Cripta di San Sepolcro a Milano, è possibile visitare “Leonardo & Warhol The genius experience“, a cura di Giuseppe Frangi e co-prodotta da la Veneranda Pinacoteca e Biblioteca Ambrosiana, il Credito Valtellinese e MidialArt.

È un passaggio di consegne lungo diversi secoli, quello che collega Leonardo da Vinci e Andy Warhol, accomunati senza dubbio dal genio, così come dalla città di Milano. È proprio il capoluogo lombardo la meta di un appuntamento silente, che rivive attraverso un’esperienza multimediale arricchita dalla straodinarietà della Cripta di San Sepolcro. Perché se, da un lato, Leonardo ha regalato ai meneghini la bellezza del Cenacolo, dall’altro il padre della Pop Art ha ridisegnato i contorni di uno dei capolavori del Rinascimento in occasione della mostra del 1987 ospitata nel Refettorio delle Stelline.

L’occasione per tirare le file di un dialogo fitto è il cinquecentesimo anniversario della mostra del maestro toscano: il percorso espositivo prende avvio dalla sala Sottofedericiana della Pinacoteca Ambrosiana e si apre con uno show multimediale che, attraverso immagini e musiche di grande suggestione proiettate con effetti a 360°, guiderà il visitatore nella Milano vissuta, disegnata e immaginata da Leonardo da Vinci per condurlo alla visione di The Last Supper di Andy Warhol, l’opera site-specific con cui nel 1987 il padre della Pop Art reinterpretò il Cenacolo leonardesco in occasione della sua ultima mostra – organizzata dal Credito Valtellinese – presso il Refettorio delle Stelline. Si tratta di un viaggio scandito per temi che la mente visionaria di Leonardo aveva anticipato e che hanno segnato la storia e lo sviluppo di Milano. Il percorso narra l’uso delle acque, il rapporto con la terra e con la natura, l’innovazione tecnologica e quella architettonica che ha portato alla Milano dei grattacieli e del Bosco verticale. A Milano, Leonardo inventa un nuovo modo di guardare il mondo con la sua pittura, con una capacità di osservazione che ha aperto strade allo sviluppo della scienza.  Spazio anche alla Milano della musica e quella solidale prefigurata dalla tavola dell’Ultima Cena, che approda alla tavola del Refettorio Ambrosiano e allo svelamento dell’opera di Warhol. Quindi, passando lungo il corridoio leonardiano, il percorso si chiude nella cripta della chiesa del Santo Sepolcro, un luogo a cui Leonardo era molto legato e che in una mappa del Codex Atlanticus, indicava come il vero centro di Milano. La cripta, i cui restauri saranno a breve completati, è uno straordinario monumento artistico e archeologico nel cuore dell’antica Milano.